Issue 1, We are Asia

Thai Art.
In dialogo: Steven Pettifor.

18 gennaio 2016
Navin Rawanchaikul, 'Navinland', Courtesy Yavuz Gallery. Navin Rawanchaikul, ‘Navinland’, Courtesy Yavuz Gallery.

Steven Pettifor è scrittore, ma anche curatore e art consultant. Nato in Gran Bretagna, da oltre un ventennio vive in Tailandia. Profondo conoscitore e appassionato d’arte contemporanea tailandese e del Sud Est Asiatico, Steven è Direttore Artistico e curatore della collezione privata d’arte contemporanea del luxury residence Iniala, Natai Beach. Pettifor ha collaborato con pubblicazioni quali Asian Art News e World Sculpture News (1997-2015) ed è l’autore di Flavours – Thai Contemporary Art (2003).  Nel 2007 ha tracciato la Bangkok Art Map (BAM). Lo abbiamo incontrato.

 

Tu sei arrivato in Tailandia all’inizio degli anni ’90. Come è stato il tuo incontro con l’arte contemporanea tailandese? E come è stato il primo impatto nei suoi confronti?

All’inizio quando arrivai in Tailandia non sapevo se volevo occuparmi d’arte. Avevo terminato il mio BA due anni prima e dopo avere pagato i debiti universitari decisi che volevo viaggiare. Quello che mi interessava all’inizio era conoscere la geografia e la cultura della Tailandia.

Solo più tardi cominciai a visitare le gallerie, allora erano poche e situate molto distanti l’una dall’altra, difficili da raggiungere. Da principio non fui colpito da quello che esponevano, ma poi mi imbattei nella mostra di Chatchai Puipia e Pinaree Sanpitak, il loro lavoro mi incuriosì e decisi di capirne di più.

Gli artisti contemporanei tailandesi sono certamente meno legati al confronto Est – Ovest e anche i riferimenti alla cultura nazionale si sono indeboliti come conseguenza della globalizzazione.Steve Pettifor

Tu sei stato uno dei primissimi autori a scrivere d’arte contemporanea tailandese in Inglese. Nel 2003 hai pubblicato “Flavour. Thai Contemporary Art”. Come era la scena contemporanea artistica tailandese allora? E rispetto ad oggi?

Nel 2003 la differenza rispetto  alla metà degli anni ’90  era evidente. Allora già si avvertiva un clima diverso. C’erano più gallerie e una nuova generazione di artisti emergenti. Autori come Navin Rawanchaikul, Araya Radsjarmreansook, Surasi Kusolwong esponevano in mostre internazionali.

Negli ultimi tredici anni l’incremento è stato di un certo rilievo, così come il collezionismo d’arte contemporanea. Ad esempio a Bangkok vi è un ottimo centro per l’arte, il BACC (Bangkok Art & Cultural Centre) ma anche più spazi, questo dà l’idea di come l’interesse per l’arte contemporanea sia cresciuto. Oggi diversi giovani artisti tailandesi presentano una visibilità internazionale e sempre più autori stranieri e art professionals hanno scelto la Tailandia come loro paese, per vivere. Anche se le infrastrutture di supporto erano e continuano ad essere esigue

 

In che modo i contenuti del lavoro degli artisti sono cambiati rispetto ai tempi di Flavours?

Se la tua domanda riguarda quale direzione hanno preso o come si è sviluppato il lavoro degli artisti presenti in ‘Flavours’, questo richiede certo un’analisi dettagliata per ognuno di essi.  Se invece vuoi parlare, più in generale, di come i contenuti e i temi sono cambiati, possiamo dire che gli artisti contemporanei tailandesi sono certamente meno legati al confronto Est – Ovest e anche i riferimenti alla cultura nazionale si sono indeboliti come conseguenza della globalizzazione.  Così come i modelli patriotico e religioso  – un tempo sostenuti dalla Silpakorn University – hanno subito un ridimensionamento. Attualmente i focus sono più legati alla ricerca sulla psicologia individuale o agli interessi per la tecnologia o i social media. Resiste l’interesse per la sfera socio – culturale e l’indagine legata alla complessità della vita urbana.

 

Nel panorama odierno gli artisti che dovremmo seguire sono?

Rirkrit Tiravanija, Araya Rasdjarmreansook, Navin Rawanchaikul, Manit Sriwanichpoom, Maitree Siriboon, Pinaree Sanpitak, Chatchai Puipia, Kamin Lertchaiprasert, Imhathai Suwantanasilp, Mit Jai In, Pratchaya Phintong, Arin Rungjang, Korakrit Arunanondchai, Yuree Kensaku, Natee Utarit, Michael Shaowanasai, Sakarin Krue-on e Kamolpan Chotivichai. 

The Collection of Disaphol Chansiri featuring works by Navin Rawanchaikul and Montien Boonma

The Collection of Disaphol Chansiri featuring works by Navin Rawanchaikul and Montien Boonma

Le gallerie, invece?

Come ex responsabili di Bangkok Art Map per me è piuttosto delicato rispondere a questa domanda.

Certamente da non perdere la Chulalongkorn, la Bangkok University, il già menzionato BACC e il Jim Thompson Art Center.

Riguardo le gallerie commerciali, 110 Tonson Gallery, H Gallery, Numthong, Whitespace, Serindia, Lyla Gallery, and Bangkok CityCity Gallery.

 

Riguardo i collezionisti, ce ne sono di importanti per l’arte contemporanea tailandese?

Non sono moltissimi. Ve ne sono però di molto affermanti, tra questi qualcuno sta lavorando alla creazione di spazi privati per mostrare la propria collezione. Alcuni nomi, Disaphol Chansiri, Jean-Michel Beurdeley e Petch Osathanugrah.