Issue 7, Dubai. Art Week - ita

Odyssey of People. Non chiamatela semplicemente un’opera d’arte.

10 marzo 2017
Odyssey of People – Courtesy of Christie’s

Nella sua prossima asta di Dubai, Christie’s presenta Odyssey of People un’emblematica tela realizzata dall’artista palestinese Ismail Shammout (1930-2006) nel 1980.
Opera letteraria, dipinta, ma anche scritta (va letta allo stesso modo della scrittura araba da destra verso sinistra) Odyssey of People narra una parte della storia moderna del popolo palestinese a partire dalla Nakba.
Nakba è il termine arabo con cui viene indicato l’esodo della popolazione araba palestinese, iniziato come conseguenza della guerra del 1947 – 1948 scoppiata alla fine del Mandato Britannico e la successiva nascita dello Stato d’Israele. Shammoud, nell’opera, ripercorre i successivi conflitti degli anni 1960, 1970, 1980 e la creazione del Palestine Liberation Organization.
L’artista, con Odyssey of People, invoca il sogno di libertà del suo popolo, un sogno che in vita non ha mai visto realizzarsi.
Nato in Palestina ai tempi del Mandato Britannico, Shammoud e la sua famiglia vissero a Lydda, essi furono parte dei 25mila residenti palestinesi che, nel 1948, dovettero abbandonare le loro case per il campo profughi di Khan Younis a Gaza.
Shammout visse poi in Egitto, abitò a Roma, dove studio arte all’Accademia, quindi, pittore e attivista affermato, tornò a Gaza. Per un periodo si stabilì a Beirut dove entrò a far parte del Palestine Liberation Organization e qui assunse la carica di Segretario Generale dell’Unione degli Artisti Arabi. Era il 1965.
A seguito dell’occupazione israeliana di Beirut Shammout si trasferì in Kuwait, paese che dovette lasciare allo scoppio della Guerra del Golfo (1990 -1991). La sua ultima destinazione fu Amman, in Giordania.

Odyssey of People è stata esposta nel 1981 a Beirut, quindi a Damasco, in Malaysia, in Kuwait, nel Nation Museum in Giordania, ad Abu Dhabi e a Ramallah nel 2002. Proprio a Ramallah, durante una incursione israeliana la tela fu nascosta dal direttore del museo. Da allora non è mai più stata esposta al pubblico.
Il posto giusto per un’opera di tale storico valore è il museo. L’augurio è che diventi parte della collezione permanente di una istituzione e che continui ad essere mostrata al pubblico.