Issue 2, The Armory Show - African American Fine Art - ita

Focus: African Perspectives

1 marzo 2016
Kapwani Kiwanga "Flowers for Africa - Nigeria" 2014 Courtesy of the artist and of the Galerie Jérôme Poggi (Paris) Kapwani Kiwanga “Flowers for Africa – Nigeria” 2014 Courtesy of the artist and of the Galerie Jérôme Poggi (Paris)

Quale è il focus di questa mostra e come avete scelto gli artisti?

African Perspective propone una scelta di lavori di artisti presentati dalle loro gallerie con un solo show in fiera. In mostra sono presenti giovani autori, che abbiamo chiamato ‘young global contemporaries’ insieme ad alcuni artisti appartenenti a una generazione precedente.

Cosa raccontano le opere in mostra?

Alcuni artisti sono partiti proprio dal contesto della fiera che li rappresenta. Un esempio, il lavoro di Ed Young che afferma “ALL SO FUCKING AFRICAN”, mentre Emeka Ogboh mette in relazione il rumore e la confusione presenti nella stazione degli autobus di Lagos con la frenetica energia della fiera.  Karo Akpokiere invece usa il contesto di The Armory Show come un nuovo paesaggio e lo rappresenta su larga scala.

Ci sono poi opere che riguardano più la sfera personale, qui è caso di Lebohang Kganye che ha lavorato un anno intero per ricostruire la storia della sua famiglia attraverso le fotografie e le testimonianze delle varie persone con le quali hanno avuto relazioni e ha narrato tutto in un film.

Aubrey Williams, "Symphony No 10, opus 93" (Sho stakovich series), 1981 Courtesy October Gallery London

Aubrey Williams, “Symphony No 10, opus 93” (Sho stakovich series),
1981
Courtesy October Gallery London

Kapwani Kiwanga il cui lavoro è stato commissionato dalla fiera presenta, con The Secretary’s Suite, un progetto dedicato alla complessità della ‘gift economy’ esaminandone storia e tradizioni. Il punto di partenza è stata la collezione d’arte delle Nazioni Unite formatasi grazie ai doni ricevuti. Il lavoro è composto da una istallazione interattiva e da un’ambientazione che ripropone l’ufficio del Segretario Generale delle Nazioni Unite nel 1961.

Poi vi sono i nuovi dipinti su larga scala, opera di Emmanuel Tegene, nati dall’esperienza del suo viaggio in Israele dove il padre si recò per lavorare nell’industria tecnologica.

Ato Malinda, attraverso una performance e una video installazione, invita a una intima riflessione dedicata a temi sensibili come quelli della omosessualità, della  diaspora e della queer aesthetics. Namsa Leuba, con il medium della fotografia, esplora l’identità africana letta attraverso i modelli propri dell’immaginario collettivo Occidentale e a questi lega i simboli tradizionali della cultura africana, come statuette, maschere, rituali e cerimonie.

Anche il lavoro di Ruby Onyinyechi Amanze è legato all’identità. L’artista propone una visione  che tende a escludere il senso d’apparteneza legato a un idea negativa d‘identità e si riferisce invece a un modello ibrido, lirico, mutevole come le circostanze della vita determinano la realtà di ognuno di noi.

www.thearmoryshow.com