Issue 1, We are Asia

Art Gallery.
ARNDT Fine Art. Berlino, Singapore.

18 gennaio 2016
ARNDT Singapore | Gillman Barracks, Courtesy Arndt Gallery ARNDT Singapore | Gillman Barracks, Courtesy Arndt Gallery

Fondata nel 1994, nella parte Est di Berlino, ARNDT da subito ha mostrato il suo volto di galleria internazionale. Presente dal 2003 a Singapore con un nuovo spazio, situato nel distretto di Gillman Barracks, la galleria ha lavorato su un doppio profilo di mostre, con un alternanza tra artisti affermati ed emergenti del Sudest Asiatico e internazionali. Abbiamo incontrato Matthias Arndt.

 

Quando ha capito che era arrivato il momento di aprire uno spazio a Singapore?

Quando mi sono reso conto che il Sudest Asiatico era un luogo ricco d’arte, di creatività artistica contemporanea e con un mercato dell’arte promettente.

Singapore è anche l’hub ideale dove proporre l’arte internazionale al pubblico dell’area del Pacifico e del Sudest Asiatico.

Nel Sudest Asiatico mancano le infrastrutture di supporto all’arte. È stato necessario partire da zero.Matthias Arndt

In qualità’ di gallerista occidentale quale è stato il suo approccio con la cultura del Sudest Asiatico?

Ancora prima di aprire la galleria a Singapore avevo visitato l’Indonesia e le Filippine, concludendo la mia due diligence. A Berlino avevamo già presentato le mostre “ASIA: Looking South” e “SIP! Indonesian Art Today” e curato diverse rassegne in Australia e in Asia. Dunque il fatto di rimanere nel contesto di questi nuovi territori era una prospettiva affascinante.

All’inizio fu difficile trovare le giuste convergenze tra ciò che mi interessava, le persone che avevo incontrato e la mia visione globale dell’arte. Detto questo, è indubbio che sarò sempre qualcuno che guarda l’arte asiatica dal di fuori. Per me non sarà mai possibile confrontarmi con l’arte asiatica come una persona che è nata e cresciuta in Asia. E questo è stato un vantaggio, mi ha permesso di vedere le cose da una prospettiva differente.

Un trascorso di oltre 28 anni nel mondo dell’arte mi ha insegnato a fidarmi del mio istinto e della mia intuizione. Nel momento in cui mi sono imbarcato nell’avventura asiatica l’ho fatto con la mente completamente aperta, partendo da un indagine del panorama locale e del lavoro di artisti indonesiani, filippini o di altri paesi del Sud Est Asiatico. Artisti con i quali ho successivamente lavorato.

Wasak Installation, Potsdamer Strasse, Arndt Gallery

Wasak Installation, Potsdamer Strasse, Arndt Gallery

Devo dire che è stata una esperienza estremamente gratificante nonostante l’idea  differente che abbiamo ad esempio sull’etica degli affari o di come funziona il mercato.

Non va dimenticato che, diversamente dall’Occidente, nel Sudest Asiatico mancano le infrastrutture di supporto all’arte. E’ stato necessario partire da zero. Quindi far conoscere il nostro lavoro e dimostrare la nostra esperienza come galleristi. Guadagnarci la fiducia dei collezionisti e del pubblico creando, al tempo stesso, utenza e mercato per gli artisti del Sudest Asiatico che proponevamo.

Solo in seguito abbiamo potuto dare avvio al lavoro vero e proprio, con mostre come  “SIP. Indonisian Art Today” e “WASAK. Filipino Art Today”, corredate dalla pubblicazione di monografie (Jigger Cruz, Rodel Tapaya, Del Kathrin Baron, Entang Wiharso) e organizzare mostre di artisti asiatici nei musei . Scoprire l’Asia e lavorare in particolare nel Sudest Asiatico è stata una giusta scelta.

 

A Singapore Lei presenta sia artisti asiatici che occidentali. A Berlino ha proposto “Wasak”, una collettiva dedicata ai giovani artisti delle Filippine…

Noi cerchiamo di lavorare su un doppio modello che comprende sia l’arte asiatica che quella occidentale. Abbiamo organizzato show di artisti come Entang Wiharso, Jumaldi Alfi o dell’artista australiana Del Kathryn Barton, così come quelli di Gilbert & George e Heinz Mack, ma anche di giovani artisti americani. Ad Art Stage Singapore 2016 abbiamo il lavoro di Christopher Le Brun, che è anche il direttore della Royal Academy di Londra.

“Wasak” a Berlino, invece, risponde alla volontà di mettere in evidenza l’affascinante progettualità dell’arte contemporanea delle Filippine. E’ stato per noi motivo di particolare soddisfazione  proporre un gruppo di artisti giovani che rappresentano il futuro dell’arte contemporanea del Sudest Asiatico. E per rispondere alla tua precedente domanda, la nostra prima esposizione a Singapore è stata una mostra dedicata a Heinz Mack , Otto Piene e al Gruppo Zero.

 

Come è stato l’impatto dei collezionisti occidentali, nei confronti di “Wasak”?

L’arte contemporanea delle Filippine di buona qualità, di fatto, non è percepita come arte ‘Asiatica’.

Il pubblico occidentale nei suoi confronti riesce a relazionarvisi meglio rispetto, ad esempio, all’arte cinese o indonesiana. L’iconografia e il linguaggio sono prossimi a quelli dell’arte europea. Anche la pubblicazione del catalogo della mostra (DISTANZ Verlag ed.) che l’ha contestualizzata storicamente è stato un utile strumento.  E il pubblico e i media hanno mostrato curiosità per i giovani artisti delle Filippine.

Wasak Installation, Fasanenstrasse, Arndt Gallery

Wasak Installation, Fasanenstrasse, Arndt Gallery

Quale è stata la mostra più di successo tra quelle che ha presentato a Singapore?

L’esposizione più di successo? Certamente quella di Gilbert & George proposta nel gennaio 2015. Gli artisti furono accolti come popstars.

Per quella mostra Gilbert & George realizzarono un progetto nuovo, titolato “Utopian Pictures”.

Più di recente il solo show di Del Kathryn Barton, una delle maggiori artiste australiane, ha avuto un enorme successo. E poi, le mostre dell’artista delle Filippine Rodel Tapaya sono andate benissimo. Le sue opere sono state vendute prima ancora dell’apertura.

 

ARNDT Fine Art

ARNDT Fine Art Pte Ltd

Gillman Barracks

9 Lock Road #03-21

Singapore 108937

Tel. +65 67340775

info@arndtfineart.com