Issue 3, Art Dubai - ita

Art Fair. Art Dubai.
In dialogo: Antonia Carver.

12 marzo 2016
Ahmed Oran, "UNTITLED", 2014, courtesy of Rampa Istanbul Ahmed Oran, “UNTITLED”, 2014, courtesy of Rampa Istanbul

Art Dubai è una fiera d’arte ma soprattutto e sempre di più il punto di riferimento internazionale per l’arte moderna e contemporanea nella regione Medio Orientale. Art Dubai, dal 2011 sotto la direzione di Antonia Carver l’abbiamo vista cambiare. Tanto.  Edizione dopo edizione la fiera mostrava un volto nuovo, ma soprattutto una sua personalità ben tracciata sul suo status di fiera Medio Orientale, ma con una ampia vocazione internazionale. La recente proposta di una sezione Moderna dedicata, ha aperto uno spazio di riflessione riguardo un segmento meno noto al pubblico quello dell’arte Moderna Medio Orientale, Africana, Pakistana e Asiatica.

Il direttore di una nota fiera internazionale ha definito le buone fiere come, “a transformative cultural experience in a good way”,  così è Art Dubai e noi abbiamo incontrato il suo direttore Antonia Carver.

Quest’anno Art Dubai festeggia la decima edizione, non è ora di fare un bilancio?

Assolutamente. I compleanni sono utili momenti di riflessione. Ci servono per pensare a quanto lontano siamo riusciti ad arrivare in questi anni come fiera, sia  in termini di sviluppo della scena artistica locale e delle sue gallerie, ma anche secondo la direttrice del modo in cui il governo degli Emirati Arabi Uniti oggi  sostiene le arti. Tutto ciò è la summa di un risultato ottenuto dal lavoro svolto per giungere a un nuovo modello di una fiera  globale – quest’anno sono presenti gallerie provenienti da 40 paesi differenti – capace di fornire, attraverso il Global Art Forum, i progetti su commissione e la nostra  ‘community art school’ un livello unico di dibattito riguardo l’arte moderna e contemporanea.

La città stessa di Dubai è un modello unico nell’intera regione, la scena artistica qui è fortemente homeground, con gallerie e patrons che spingono per lo sviluppo in questa direzione con spirito davvero collaborativo.

Huguette Caland, "Untitled" 1999, courtesy of Galerie Janine Rubeiz

Huguette Caland, “Untitled”
1999,
courtesy of Galerie Janine Rubeiz

Si lo abbiamo visto, Art Dubai ha contribuito a sviluppare anche una eccezionale cultura legata al collezionismo, regionale e nella regione Medio orientale…quindi possiamo dire che Art Dubai è una fiera matura anche se di fatto più giovane rispetto ad altre fiere.

Si, credo di sì. Molti tra i più importanti collezionisti di oggi sono cresciuti insieme alla fiera.  Art Dubai per molti era la prima esperienza come fiera.  Insieme alle gallerie abbiamo lavorato per far si che patrons locali, che vivono anche all’estero considerino Art Dubai come la loro fiera di riferimento.

In termini di mercato la fiera gode di un respiro internazionale – abbiamo collezionisti che giungono dall’Africa, Medio Orientali, Asia Centrale e Meridionale.

I galleristi di questo sono consapevoli, soprattutto data la situazione internazionale attuale e la saturazione delle capitali della cultura in Europa e in America.

In termini di mercato dell’arte, rispetto agli artisti presentati negli anni ad Art Dubai puoi menzionare alcuni artisti che si sono affermati sul mercato internazionale dell’arte?

Ci sono esempi ormai piuttosto ovvi, come Hassan Sharif, artista degli Emirati Arabi, già molto noto qui, ma diventato una superstar internazionale in questi anni e cresciuto insieme alla fiera.  L’artista e scrittrice Qatar-Americana  Sophia Al Maria già presente in fiera sia con un progetto speciale, sia al Global Art Forum, ora è parte della scuderia di The Third Line. Il suo lavoro è stato presentato, come solo show, al Whitney Museum. Wael Shawky, rappresentato da Sfeir Semler, è stato uno dei vincitori di Abraaj Group Art Prize e anche ‘Artist of the Year’ per Deutsche Bank. I lavori di Shawky sono parte della collezione permanente di New Museum.  Ma questi sono solo alcuni esempi.

Jamil Molaeb, Digital city, 1987, courtesy of Galerie Janine Rubeiz

Jamil Molaeb, “Digital city”, 1987, courtesy of Galerie Janine Rubeiz

E riguardo la relazione di Art Dubai con i musei internazionali e futuri musei che a breve apriranno nella UAE?

Sin dall’inizio come fiera siamo stati impegnati a lavorare con i musei e ad invitare curatori e collezionisti in fiera.  Negli ultimi anni abbiamo visto crescere l’interesse dei musei europei e americani riguardo la produzione artistica del Middle East, dell’Asia Meridionale e ora dell’Africa.

Vi è una consapevolezza ormai diffusa riguardo l’importanza, da un punto di vista storico artistico, di una modernità artistica globale e quelle istituzioni che presentano solo l’arte moderna occidentale raccontano una storia incompleta. E’ con soddisfazione abbiamo visto crescere l’interesse e quindi le acquisizioni di opere presenti nella sezione di Art Dubai Modern. Art Dubai è stata definita dal direttore di un museo, ‘una università’  e anche come una realtà ‘one stop’ del mondo dell’arte. Come fiera abbiamo una stretta relazione con Sharjah Art Foundation, il Museo del Qatar e con i musei che apriranno a Saadiyat Island.

Art Dubai è costruita su tre sezioni, il Moderno, il Contemporaneo e Marker una sezione con un nuovo focus ogni anno. Ma rispetto alla presenza di un utenza sempre più grande e varia e di un numero crescente di gallerie internazionali, quale è la direzione che la fiera dovrà nei prossimi anni?

Marker è stato una sorta di punto d’incontro su nuove forme d’arte. Quest’anno presentiamo un focus dedicato ai modello degli ‘artist run spaces’ nelle Filippine. Marker è stato anche un utile strumento di informazione. A Marker hanno partecipato gallerie di vari paesi che hanno visto aumentare sensibilmente la loro visibilità; in molte, sono tornate negli anni successivi come ‘regular galleries’.  Un esempio è Nubuke Foundation di  Accra che aveva partecipato a Marker, West Africa nel 2013. La tua è una domanda interessante ed è quella che anche noi ci facciamo. Per ora intendiamo a mantenere il nostro profilo internazionale, non ci sono molte altre fiere con un tale respiro globale.

www.artdubai.com