Issue 3, Art Dubai - ita

Art Collecting. En certain regard sur l’art:
La Fondation Kamel Lazaar de Tunis

12 marzo 2016
Faiçal Bagriche, "Souvenir", 2009, courtesy of FKL Faiçal Bagriche, “Souvenir”, 2009, courtesy of FKL

Nel 2006 Kamel Lazaar, figura di punta nell’ambito della finanza, apre una fondazione che porta il suo nome. L’intenzione è quella di promuovere l’arte nel Maghreb e nel mondo arabo muovendosi su un doppio canale, quello del dialogo culturale interegionale e quindi internazionale.

Nel delicato contesto politico e sociale della ‘Mena Region’, la Fondation Kamel Lazaar, opera in ambiti diversi ma con un denominatore comune di riferimento , intendere la cultura  quale mediatore per apprendere a conoscere l’altro e costruire un ponte tra le differenti visioni artistiche, culturali e sociali.

La passione di Kamel Lazaar per l’arte comincia presto, quando ancora bambino, a Mahdia (una città situata nel Nord della Tunisia), scopre gli artigiani “li osservavo lavorare, creare tessuti e ricami preziosi. Crescendo vidi che nella regione vi erano anche moltissimi artisti, dipingevano per strada come se fosse la cosa più normale del mondo e non era infrequente, nelle case, vedere donne e uomini che producevano opere d’arte e artigianali”.

Più tardi, grazie agli studi all’estero incontra l’arte Occidentale, i musei.

Un’altra storia dell’arte. Questa doppia visione lo marca profondamente.

Latifa Echakhch, "Tambour 49'", courtesy FKL

Latifa Echakhch, “Tambour 49′”,
courtesy FKL

Nei suoi frequenti viaggi di lavoro conosce gli artisti, comincia a collezionare. Sua figlia Lina, curatrice, lo aiuta nelle scelte  e nella creazione della collezione che oggi conta oltre mille pezzi, perlopiù a firma di autori della ‘Mena Region’.

I limiti delle politiche culturali  della regione e in Tunisia gli sono sempre evidenti. “Come arabo e tunisino ho sentito una certa frustrazione a causa della mediocrità del sistema e della mancanza di sostegno per l’arte araba fuori e dentro la regione”.

La sua risposta è la creazione della Fondazion Kamel Lazaar. La finalità, quella filantropica. Gli interventi seguono tre raggi d’azione: il primo, rimanda all’idea fondante del progetto legato alle arti visive e alla collezione, cresciuta e, raccolta attorno ai nomi di autori quali Mona Hatoum, Kader Attia, Ahmed Alsoudani, Fayçal Baghriche, Zied Antar, Nidhal Chamekh, Nejib Belkhodja, Adel El Siwi, Maha Malluh.

Quindi attraverso il progetto KLF projects vengono commissionati una serie di lavori direttamente agli artisti. Un’ulteriore azione prende forma attraverso il symposium annuale Jaou giunto alla quinta edizione.

Vidal Chamekh, "De quoi revent les martyrs, 2, dessin, n.11", Courtesy of FKL

Vidal Chamekh, “De quoi revent les martyrs, 2, dessin, n.11”,
Courtesy of FKL

Due, invece, i canali ai quali la fondazione affida la comunicazione culturale: il website Ibraaz e il Répertoir di Maghreb uno spazio dedicato, in cui sono presentate le iniziative che di volta in volta si svolgono nell’area Nord Africana.

“È un modo di arricchire, con suggestioni differenti, quello che succede nel Maghreb e nella regione Medio Orientale, pensando al contesto internazionale. Si tratta di piccoli interventi che vanno intesi scala più ampia e che di volta in volta si moltiplicano fino a diventare parte di un progetto articolato nel tempo”.

La Fondazione sostiene anche progetti finalizzati alla salvaguardia del patrimonio artistico, quali il restauro de l’Atelier di pittura del Barone d’Erlanger a Sidi Bou Said e, in prospettiva guarda alla creazione di un centro per l’arte contemporanea nella città di Tunisi, “per trasformarla così in un pilastro della cultura, in un luogo ideale per artisti, scrittori, curatori e per il pubblico” . il più ampio possibile.

www.kamellazaarfoundation.org

Maghreb Directory

Un ringraziamento speciale va a Elsa Despiney, conservatore alla Kamel Lazaar Foundation